Poesia Vincitrice

"Poesia di strada" 2017

XX Edizione

Lettera all'Appennino

Quante volte guardando una frana un orrido un crollo
di scarpata ho pensato alla frattura che sei, un costone
di piante semplici, di rovi, castagni, un pezzo di terra
inospitale, che spacca in due il mio paese di mare
il porto naturale dove attraccavano i Greci, dove gli
Etruschi dipingevano vasi scuri e mescolavano miele.
Tu ci spezzi e il tuo spezzare è uno sguardo che rotola
per valli che si adombrano, strade piene di curve che pochi
hanno la pazienza di andare a cercare. Tu mi spezzi come spezzi
i rami dei boschi abbandonati, il tempo che corrode essiccatoi
lasciati ai tassi, ai nidi dei ghiri, mi spezzi nel mio essere
una donna qualunque, a cui manca l’ultimo spettacolo teatrale, il fiume
di gente che prende la metropolitana, le scale, mi spezzi come spezzi
le case, come ti spezzi per una regola di natura, senza saperti di spezzare
scende a valle il Limentra, il Reno, va a finire a mare, si sporca
di solitudine, di nessuno che ti viene a cercare.

Azzurra D'Agostino - Pavana (PT)

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