Poesia Vincitrice

"Poesia di strada" 2005

VIII Edizione
Si vede e vende qui l’ultima ala della casa
con le porte e punte aperte, lacca celeste,
le virgole di ottone alle maniglie
che non tengono lo scatto nell’incavo.

Molto generosi al centro della foto
state non divisi, composti, scomparsi.

Tutto quello che andava, radiante,
dai compleanni in poi, all’odore di fuoco, dai ripetuti
panni con i gatti seri, i cani vecchissimi,
è verticale quanto i muri al ciglio.
Da questa altezza, dai mattoni volti verso
il rogito, la sparizione, vedi dai balconi a curve
di ferro dolce e dai vetri imperfetti di intenzione
come caduta intera, la valle fuori -
e l’inverno legato.

In pochi anni è certo perso tutto.

Oggi parlandone al compratore
si leggeva che annuiva è successo
anche a me
(contava a mente
i metri di spazio).

Veramente così poco perché i cristalli
entrassero, è servito. Meno a vederli coperti.

Meglio, dice - e gioca con la brace.
(Meglio non vedere smalto, vetro)

Gli specchi raddoppiano le domande.

Marco Giovenale - Roma (RM)

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