Poesia Vincitrice

"Poesia di strada" 2003

VI Edizione

I ponti del Tevere

Balconi d’ombre viventi
Alzate di voli ai gabbiani stanchi
Alle scheggiate barche dai moli gialliti
Torpide blande per gli sforzi di gigli
Verso un bianco tramonto;
purezza di Cristo sopra la cupola altezza.
Alle perdute foglie corona
I ponti del Tevere smemorate sponde
Per i salti dell’onde, per i crosci
Sfiniti, per le vite pendule,
le bianche carene al sole, ai raggi,
fili di sete sulle tristi movenze
di balugini folli, arpe di gialli clamori biechi rossori,
spuri per il mare d’Altrove
per la corsa di un nudo ventre
per la morte stridente del giusto.
I ponti del Tevere libere altezze
Di riposati pensieri sopra lagrime appese.
Aderse carezze a orizzonti divini,
ponti socchiusi accesi a un vile giallore di antico
spenti stalli sopra acqua che precipita corre
e si perde, vivida oscura agli oblii di stormi protesi a marina.
Morti voli di afrori in sponde d’alga fiorenti.
I ponti del Tevere l’intenta sequela che taglia
Quando fruscia la sera.

Cesidio D'Amico - Roma (RM)

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail