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Silence Teatro

silence teatro

Descrizione Artista

L’associazione per la ricerca teatrale SILENCE teatro effettua un lavoro di ricerca attraverso forme di espressione tendenti al connubio tra Teatro e Ambiente con l’intento di favorire una dialettica creativa tra gli spai urbani e la proposta artistica.
Il SILENCE teatro ha acquisito la convinzione che il soggetto teatrale debba ruotare intorno al proprio vissuto in modo tale che il patrimonio storico-culturale della collettività possa essere riletto ed elaborato sotto forma di evento teatrale. Da questo concetto hanno origine i suoi spettacoli itineranti con i quali partecipa a numerosi ed importanti festival in Russia, Polonia, Slovacchia, Italia, Olanda, Belgio, Austria, Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Estonia, Svizzera, Repubblica Ceca, Georgia, Finlandia, Lussemburgo, Jugoslavia, Ungheria e Ucraina.

Segni bianchi: Segni bianchi è una performance d’improvvisazione sulla poesia del quotidiano. Una decina di attori/statue, ricoperti d’argilla dalla testa ai piedi, sono lasciati liberi di agire nelle strade, nelle piazze, al bar, nel parco, al supermercato, in ogni luogo dove sia possibile incontrare gente.
Le statue viventi non mancheranno di incuriosire, sorprendere, spaventare, divertire gli ignari passanti creando momenti fortemente comunicativi e di rara intensità.
Con questa performance il SILENCE teatro ha sperimentato che utilizzando l’universalità del gesto, il linguaggio del corpo e la fissità dell’immagine è possibile dare e ricevere incredibili emozioni, parlando a persone di ogni età e che vivono in luoghi dalle caratteristiche culturali ed ambientali estremamente diverse.

Suggestioni Barocche: Suggestioni Barocche, un viaggio nel tempo e nei sentimenti. Vestiti con eleganti abiti di foggia seicentesca, il volto e il capo coperti di argilla bianca, una decina di attori attraversa la città con leggerezza, capaci di creare un’atmosfera di assorto silenzio, di stupito incantesimo. In un procedere di contrappunti e fughe, gli attori vivono la città (con le sue vie, le fontane, i monumenti, gli edifici…) ricreandola e trasformandola in una dimensione magica e atemporale, in un intarsio mitico e favoloso.
L’azione scenica non è costruita solo attorno ai luoghi e alle cose, ma anche intorno alle emozioni e agli atti emotivi, come l’amore, la gelosia, il bacio, il riso che gli attori affrontano con ironia, ora lieve, ora marcata. E il sentimento, enfaticamente simulato, è come gridato nella fissità delle figure in posa, nelle iperboli, nelle metafore. La parola lascia il posto alla pura immagine, capace di suscitare emozioni e di evocare atmosfere ora sensuali, ora giocose, ora tenui e malinconie.

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