circo eguap
Circo Eguap
15 aprile 2016
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Jaipur Kawa Brass Band

jaipur kawa brass band

Descrizione Artista

Ai confini tra India e Pakistan c’è una terra favolosa, il Rajasthan, materialmente sconosciuta ai più, ma entrata comunque a far parte dell’immaginario collettivo: “terra di principi” (questo il suo significato in sanscrito), terra di deserti (Thar), fertili pianure, antiche montagne, foreste un tempo abitate da tigri e cervi, abitata da una stirpe (di invasori), Rajpur (figli del re), discendenti da popolazioni Unne provenienti dal centro Asia, dall’aspetto fiero ed elegante. “Le donne indossano splendidi costumi coloratissimi, arricchiti da ricami fantasiosi e specchietti rutilanti, e sovrabbondanti gioielli d’argento e d’avorio. Gli uomini, dalla corporatura alta e slanciata, hanno barbe e baffi marziali, sguardi penetranti ed intensi, portano turbanti coloratissimi, alte cinte ricamate e sovente vecchi fucili e pugnali ricurvi, testimonianza di un bellicoso passato”. (P.Tarallo). Il Rajasthan è il luogo dove affondano le radici dei Gitani. Da qui, loro terra di origine, partì la migrazione delle genti rom.

Nessun matrimonio indiano può essere festeggiato senza una banda musicale, questo tipo di festeggiamento è presente in tutto il subcontinente indiano: ogni stato ha le proprie tradizioni musicali ed ogni banda musicale indigena suona le proprie canzoni popolari. Ma cosa hanno in comune gli ottoni e la millenaria tradizione musicale indiana? Gli invasori britannici, portarono la loro prima fanfara militare a Calcutta nel 1760, per intrattenere (!) le truppe di stanza in Bengala. Mano a mano le fanfare, al seguito dell’esercito, si dipanarono in tutta l’India; l’alta società indù liberata dal dominio degli invasori Moghul ad “opera” degli inglesi, fu subito ben più disposta (di quella mussulmana) ad assorbire la cultura straniera; gli inglesi formarono “proprie” bande musicali indiane, che nate per intrattenere i soldati, furono in seguito messe al servizio dei Maharajah (nel Rajasthan). Così dopo circa cento anni dalla prima apparizione gli ottoni erano divenuti familiari alla popolazione.

Il 1947 è l’anno dell’indipendenza e, paradossalmente, gli indiani liberati dal giogo inglese si attaccarono a quello che era stato un simbolo della presenza militare britannica (quasi come si ciò avesse una valenza liberatoria). La fanfara divenne realmente popolare e sempre presente in occasione di celebrazioni quali battesimi, nozze, pellegrinaggi devozionali o addirittura feste nazionali. Oramai la banda è un’istituzione, in tutte le città indiane si trovano bazar per le prenotazioni: si esibiscono in corteo in mezzo alle chiassose strade, danzando, rullando sulle percussioni, suonando i loro acuiti clarinetti con un seguito di gente entusiasta.

Oggi le fanfare più celebrate, quelle che con maggiore eclettismo e virtuosismo hanno fatto propria questa forma musicale straniera, sono quelle del Rajasthan.

Gli strumenti che compongono la Kawa Jaipur Brass Band sono tutti ottoni occidentali (clarinetti, trombe, tromboni, bassi tuba) eccetto un rullante e due grancasse. Gli elementi che rendono uniche le loro esibizioni sono il ritmo (e la concezione che di esso hanno gli indiani), le incredibili sonorità, nonché le danze ed i balli acrobatici. Hamed Khan, maestro e direttore artistico di questa formazione, ha chiamato intorno a sé i migliori musicisti provenienti dalla diverse bande di tutto il Rajasthan, ha selezionato le canzoni popolari inserendovi le strutture base della musica classica dell’India del Nord: il risultato è di un’unica straordinaria forma musicale, del tutto originale, di estrema qualità e di innegabile impatto visivo.

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